A Mantova più di 300 autrici e autori animeranno la 30ª edizione di “Festivaletteratura”

Articolo pubblicato il giorno: 25 Giugno 2026


Festivaletteratura Mantova, giunto alla sua trentesima edizione, si svolgerà da mercoledì 9 a domenica 13 settembre.

A questa speciale edizione sono attesi oltre 300 autrici e autori da tutto il mondo per dar vita a un programma impegnato ancora una volta a interrogare il presente senza semplificazioni, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla meraviglia.

Quest’anno al Festival si discuterà di identità e appartenenza, in un mondo in cui sempre più spesso ci sentiamo stranieri, e di cosa significhi avere trent’anni oggi. Si guarderà al mistero dell’Universo e del vivente e alla formidabile – e incontrollabile? – potenza delle nuove tecnologie. Si proverà a comprendere l’odio che sentiamo crescere intorno, a entrare nei nuovi conflitti di classe, a decifrare le regole che governano questo presente di eccezioni, a immaginare futuri ancora possibili.

Questa la locandina ufficiale illustrata da Camilla Falsini

 

E per leggere le questioni più urgenti del nostro tempo, il Festival si affiderà una volta di più ai grandi autori del passato. Ippolito Nievo e H.P Lovecraft saranno i numi tutelari di questa trentesima edizione per la passione letteraria onnivora e per la fascinazione oscura per l’ignoto. Tra voci della contemporaneità e ritorni ai classici, a guidare il Festival sarà ancora una volta la convinzione che la letteratura non sia soltanto un luogo della memoria o dell’immaginazione, ma uno strumento per vivere il presente e per continuare a coltivare insieme qualche sana utopia.

Ma la trentesima vuole essere anche un’edizione di festa, con musica dai balconi, parate strampalate, racconti in trenta parole, improbabili musei etnografici, serate scanzonate. All’insegna del divertimento!

 

STRANIERI NEL MONDO

Tra migrazioni, esili, memorie familiari e appartenenze multiple, molte delle voci del trentennale di Festivaletteratura raccontano proprio questa condizione di erranza e slittamento delle identità che attraversa oggi tanto la vita quanto la letteratura.

Ne sono esempio autori e autrici nelle cui opere si confondono confini di Stati e continenti, lingue, storie e tradizioni: da David Szalay, vincitore del Booker Prize 2025, alla mauriziana Nathacha Appanah, dagli attesissimi Emmanuel Carrère, Mathias Énard e Amitav Ghosh allo scrittore e drammaturgo rumeno Matei Vişniec, dalla peruviana Gabriela Wiener fino a Johan Harstad, Olivier Guez e Tommy Wieringa.

 

RILIEVI MEDIORIENTALI

Pochi luoghi raccontano le contraddizioni del presente quanto il Medio Oriente. E pochi luoghi, oggi, interrogano la coscienza del mondo quanto Gaza. Per avvicinarsi a una realtà troppo spesso ridotta a cronaca, slogan o contrapposizioni ideologiche, Festivaletteratura propone un percorso che attraversa discipline diverse – architettura, archeologia, poesia, narrativa e antropologia – nel tentativo di restituire complessità storica, profondità culturale e responsabilità politica.

Si partirà dall’architettura con Eyal Weizman, fondatore di Forensic Architecture, che analizzerà la distruzione come progetto e la trasformazione dello spazio in strumento di violenza. Christian Greco e Paola Caridi si interrogheranno invece su come la memoria archeologica e millenaria di Gaza possa continuare a resistere ai processi di cancellazione che investono il presente. Con Majid Bita e Paola Rivetti l’attenzione andrà su un altro dei fronti di guerra mediorientali, leggendo l’Iran di oggi attraverso la ricostruzione storica della rivoluzione khomeinista e la memoria tragica delle vicende individuali.

 

I FANTASTICI 30

A incarnare simbolicamente questo anniversario sarà Ippolito Nievo, poeta, drammaturgo, saggista, anticipatore della fantascienza e bruciante “stella punk” del Risorgimento italiano, morto poco prima di compiere trent’anni in circostanze misteriose al termine dell’impresa dei Mille. Figura irrequieta e modernissima, autore delle Confessioni di un italiano, Nievo è stato scelto dal Festival come icona dei suoi primi trent’anni: anni intensi, curiosi, pieni di libri, incontri e trasformazioni.

Con il programma Tutto Nievo minuto per minuto, Festivaletteratura proverà a riportare i lettori dentro la sua opera attraverso un calendario di appuntamenti che comprende incontri con studiosi e scrittori, un percorso espositivo alla Biblioteca Teresiana, eventi-spettacolo e letture diffuse persino sui bus navetta in giro per la città.

Ma i trent’anni non sono soltanto una ricorrenza anagrafica. Sono anche una stagione dell’esistenza che la letteratura continua a osservare e raccontare. Nel ciclo Avere trent’anni, scrittori trentenni di ieri e di oggi – tra gli altri Nicola Gardini, Nicole Trevisan, Ilaria Rossetti, Massimo Cracco, Salvatore Falzone, Enrico Trevisiol – si confronteranno su come sia cambiato, o forse non sia cambiato affatto, il modo di attraversare e narrare questa età. Vincenzo Latronico, Olimpia Zagnoli, Dario Ferrari e Giulia Scomazzon rifletteranno invece su una transizione verso l’età adulta che, per molti, sembra essersi fatta più lunga, incerta e accidentata.

 

QUESTIONI DI CLASSE

L’appartenenza a una classe sociale continua a modellare le nostre vite, anche se fingiamo di non vederlo. Si nasconde nel lavoro che facciamo, nelle case che possiamo permetterci, nelle parole che usiamo, nelle opportunità che riceviamo e in quelle che ci vengono negate. «La classe è la melassa che si infila ovunque in Inghilterra», ha scritto Geoff Dyer, gradito ritorno di questa edizione. E proprio attraverso la lente della classe sociale, numerosi incontri di Festivaletteratura 2026 cercheranno di leggere alcuni dei problemi più acuti e controversi della contemporaneità.

La questione della casa in relazione alla fragilità economica accomuna le riflessioni della scrittrice Eva Baltasar e dell’urbanista Ezio Micelli; quella del lavoro, e in particolare delle difficoltà che attraversano la generazione dei trentenni, domina la conversazione tra Luigi Chiarella e Luca Giommoni. Ma le disparità di classe si manifestano anche nelle forme del privilegio, come raccontano Caitriona Lally e Wendy Erskine, o nelle gerarchie nascoste dentro il linguaggio che utilizziamo ogni giorno, al centro delle riflessioni di Natasha Brown e Claudia Durastanti.

Sul versante della saggistica, Riccardo Staglianò riporta al centro del discorso il tema della redistribuzione della ricchezza e della tassazione dei grandi patrimoni, mentre la militante e teorica decoloniale Houria Bouteldja immagina nuove alleanze tra periferie operaie e banlieue postcoloniali. E sarà ancora la letteratura, con Douglas Stuart, vincitore del Booker Prize 2020, a raccontare la vita, le aspirazioni e le ferite della working class britannica.

 

DISCORSI D’ODIO

Da dove nasce l’odio? Che cosa spinge a disprezzare qualcuno fino a desiderarne l’esclusione, la cancellazione o perfino l’annientamento? In un tempo attraversato da guerre, polarizzazioni e linguaggi sempre più aggressivi, Festivaletteratura cercherà di trovare risposta a una delle domande più urgenti del presente.

A provarci saranno Enrico Casagrande e Daniela Nicolò dei Motus, tra le realtà più innovative della scena teatrale italiana, che porteranno al Festival alcuni frammenti del percorso di ricerca creativa che li sta impegnando da diversi anni, partito dalla rilettura di Frankenstein di Mary Shelley: My rage is a silent raving, laboratorio per adolescenti, lo spettacolo Daemon e il film-documentario Òdio, costruito attraverso decine di testimonianze raccolte tra giovani provenienti da contesti, nazionalità e storie differenti.

Ma l’odio non si manifesta soltanto nelle azioni. Spesso prende forma nelle parole. Per questo il sociolinguista Federico Faloppa inviterà a riflettere sulla necessità di disarmare il linguaggio, ricordando come solo un uso consapevole delle parole possa contribuire a costruire una società realmente inclusiva; mentre Gian Piero Piretto – attraverso il caso della Russia di Putin – mostrerà come un regime autoritario possa riscrivere il significato delle parole, trasformandole in strumenti di propaganda. Sul rapporto tra linguaggio, potere, razzismo e manipolazione dell’opinione pubblica torneranno la semiologa Valentina Pisanty e l’attivista Houria Bouteldja, analizzando anche in prospettiva storica le definizioni e gli usi della parola “antisemita”, oggi al centro di un violento scontro ideologico.

 

LE REGOLE E LE ECCEZIONI

Per molti anni abbiamo pensato di conoscere le regole del mondo occidentale. Gli equilibri geopolitici sembravano relativamente stabili, le democrazie consolidate, la crescita economica un orizzonte condiviso. Oggi quelle certezze appaiono molto meno solide. Le alleanze si spostano, le crisi si moltiplicano, le eccezioni sembrano prevalere sulle regole.

Per orientarsi in questo scenario mutevole, il Festival prevede quest’anno una serie di appuntamenti dedicati alle grandi dinamiche che stanno ridefinendo il mondo contemporaneo. Francesco Costa e Simone Pieranni metteranno a confronto le due superpotenze del nostro tempo, Stati Uniti e Cina; Alessandro Volpi analizzerà la competizione che si combatte sui mercati globali. La ridefinizione del consolidato sistema dei diritti e delle libertà individuali sulla spinta dei fenomeni migratori saranno al centro incontri con Didier Fassin e Anne-Claire Defossez, sugli attraversamenti della frontiera alpina tra Italia e Francia, e con l’Equipaggio della Tanimar, su lingue franche, aspirazioni e immaginari contaminati delle comunità migranti che attraversano il Mediterraneo.

Alcune questioni cruciali del nostro tempo – come la cura del pianeta – continuano a restare ai margini del sistema delle regole. Il problema, prima che politico, è culturale: Pierre Charbonnier mostrerà infatti come la modernità abbia costruito la propria idea di libertà sull’assunto di una crescita illimitata e di risorse inesauribili, e come sia difficile rovesciare questo paradigma.

A fare da sfondo a tutte queste riflessioni resta una domanda decisiva: quali regole possono ancora sostenere le democrazie contemporanee? Michele Ainis e Carlo Galli proveranno a dare un nome alle derive autoritarie che attraversano molte istituzioni nel mondo, mentre lo stesso Ainis si chiederà, insieme a Ece Temelkuran, se l’Europa possa ancora rappresentare uno spazio di resistenza politica e civile. Lea Ypi ed Enrico Giovannini chiuderanno il percorso interrogandosi su una delle sfide più difficili del nostro tempo: come tenere insieme libertà, giustizia e sostenibilità senza rinunciare a nessuna delle tre.

 

TECNOLOGIE (STRA)POTENTI

Chi governa la tecnologia? E quanto la tecnologia governa noi? Dall’intelligenza artificiale agli algoritmi che orientano le nostre scelte quotidiane, dalle piattaforme digitali alle nuove forme di simulazione, poche questioni appaiono oggi più decisive di quella del rapporto tra innovazione, libertà e potere.

A oltre trent’anni dalla nascita del World Wide Web, sarà proprio il suo inventore, Tim Berners-Lee, a guidare una riflessione sulle trasformazioni che hanno ridefinito il nostro modo di comunicare, informarci e abitare il mondo digitale. Un mondo che continua a generare opportunità straordinarie, ma anche interrogativi sempre più urgenti sul piano etico, politico e sociale.

Lorenzo Fantoni ed Eleonora C. Caruso proveranno a spiegare cosa significa appartenere alla prima generazione cresciuta interamente “dentro” internet, che ancora sperava in una rete comunitaria e cooperativa, mentre oggi siamo chiamati a misurarci con prospettive e questioni etiche di ben altra natura, come risulterà dalle riflessioni della filosofa Mariarosaria Taddeo sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei contesti militari e di difesa.

 

RISCRIVERE, RILEGGERE

Nessun libro rimane uguale a sé stesso. Cambiano i lettori, cambiano le epoche, cambiano le domande che rivolgiamo ai testi: ogni rilettura diventa così una scoperta. Da sempre Festivaletteratura considera la letteratura non come un patrimonio immobile da conservare, ma come una conversazione che continua nel tempo.

Un intenso e fraterno dialogo a distanza, una riflessione a due voci sul potere dell’immaginazione, sulla fragilità – e sulla comicità – della condizione umana sarà Un lupo in paradiso, l’omaggio di Daniel Pennac allo Stefano Benni di Stranalandia, presentato in forma di reading in anteprima assoluta a Festivaletteratura, a un anno esatto dalla scomparsa dello scrittore bolognese. Sul terreno della memoria personale e letteraria si collocherà anche il ricordo di Gianni Celati affidato a Ermanno Cavazzoni, mentre alla vasta eredità culturale di Umberto Eco sarà dedicato l’incontro tra Mario Andreose, Elisabetta Sgarbi e Davide Ferrario, ricordando l’intelligenza critica, la passione per i libri e la straordinaria capacità di attraversare discipline e linguaggi dell’autore di Il nome della rosa.

 

PENSIERO IN GIOCO

Forse il modo migliore per capire come funziona il mondo è mettersi a giocare. Perché il gioco non è soltanto svago o intrattenimento: è una forma di conoscenza, un modo per sperimentare regole, conflitti, strategie e possibilità. Non sorprende quindi che molti degli appuntamenti di questa edizione scelgano proprio il gioco come strumento per leggere la realtà.

Fabrizio Luisi e Dario Bassani – nell’ambito delle lavagne guideranno il pubblico dentro il vasto universo dei giochi da tavolo, esplorando le diverse famiglie di giochi e le logiche che le governano, mentre Stefano Bartezzaghi e Pier Mauro Tamburini sveleranno i meccanismi narrativi e combinatori dei libri-gioco. Nelle lezioni orizzontali, il gioco diventerà anche uno strumento per comprendere fenomeni complessi come le migrazioni (con l’equipaggio della Tanimar) o le intelligenze artificiali (con Irene Fabbri), dimostrando come alcune delle questioni più intricate del presente possano essere affrontate attraverso modelli ludici.

 

LABORATORIO FESTIVALETTERATURA

Festivaletteratura non è soltanto un luogo in cui si ascoltano autori e autrici. È anche uno spazio in cui si sperimenta, si discute, si impara e si prova a costruire conoscenza insieme. Accanto alle conversazioni tra autori, esiste infatti una dimensione più laboratoriale della manifestazione, fatta di confronto diretto, formazione, esercizio critico e partecipazione attiva.

Il dialogo come strumento di sviluppo del pensiero e di elaborazione di letture lontane da semplificazioni e pregiudizi è al centro delle lezioni orizzontali, discussioni guidate da esperti di diverse discipline a partire da un testo, un’immagine, una serie di dati condivisi con i partecipanti. A condurre le lezioni orizzontali saranno quest’anno Giulia Calvi, Federico Campagna, Judith Clark, Federico Faloppa, Franco Nasi, Valentina Pisanty e Federico Valacchi.

 

Questo e molto altro è Festivaletteratura e, per maggiori info, è possibile consultare il sito ufficiale www.festivaletteratura.it. Il programma cartaceo invece, compagno di viaggio indispensabile per orientarsi tra incontri, letture e appuntamenti della manifestazione, sarà presentato nella seconda metà di luglio.

 

(Foto da ufficio stampa)

 



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